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Riduci Diario del Sottosuolo

Portale dedicato a tutti i cercatori che necessitano di un pò di materiale per formarsi e nutrirsi... una specie di compendio di ricerca personale condiviso

Questo è il luogo in cui prorompe la voce di un’anima assetata di verità che vive la propria affannosa ricerca nel “sottosuolo” di se stessa, scavando attraverso l’enigma dell’esistenza, l’infinito della conoscenza, l’irraggiungibile bellezza dell’arte e i tortuosi meandri della società, con la brama di riportare alla luce autentici tesori depositari di verità dimenticate. Riflessioni, intuizioni, confessioni dal profondo rimaste inespresse ...

Inviato da: Stefano Andreoli - Diario del sottosuolo
18/09/2009

Chi è l’uomo?

 

 Non è esattamente corretto parlare di che “cos'è l'uomo”, in quanto non si parla di un oggetto, bensì è più esatto definire “chi è l'uomo”. Egli è un essere vivente, unico e irripetibile, coinvolto in un perenne processo di sviluppo. E come ci insegnano gli esistenzialisti, differentemente dagli altri animali che agiscono d’istinto ed utilizzano il pensiero esclusivamente per soddisfare i propri bisogni, l'uomo dal momento in cui nasce, ha di fronte il problema dell'esistenza. Una questione rivelata forse anche dall'enigma della sua natura complessa e da quel senso di vuoto insito da sempre. E nel tentativo di chiarire tale mistero, l'uomo avrà a che fare nel corso della vita, volontariamente o no, con un'affannosa ricerca di una verità che possa essere la soluzione al suo problema.

Sicché, la domanda “chi sono io?” avrà soltanto una risposta e se non si vuol cadere nell'errore di trattare l'uomo come una cosa, sarà: “io sono un uomo”. Ma capita spesso che l’uomo venga trasformato in qualcos’altro: soprattutto nella società odierna dove la sua identità  è stata deformata solamente in un oggetto industriale o in una funzione sociale, o comunque in una delle tante immagini illusorie con cui viene malamente surrogata.

L'essere umano, quindi da considerarsi in quanto tale, è condizionato per natura da vari fattori: ci sono gli impulsi di origine biologica come l'istinto di sopravvivenza, il bisogno di placare la fame e  sete, di protezione e, in diversa misura, di sessualità. Poi c'è tutto il patrimonio delle passioni, ovvero la componente emotiva fortemente influenzata anche dal contesto sociale in cui emerge l'individuo. Questi impulsi istintivi sono comunque guidati e regolati dalla ragione, anche se la forza delle passioni nell'essere umano può essere tale da prevalere anche sull'istinto di sopravvivenza. E infine esiste quel “quid”, quel qualcosa di misterioso che ha assunto nel corso del tempo svariati nomi, come dalla scienza/psicologia “inconscio”, dalle religioni “anima”, dalla filosofia “essere”… ovvero quella componente incerta che, assieme al bagaglio morale, diventa la “coscienza”. In essa probabilmente risiede quel segreto che mette l'uomo di fronte alla sua sete di verità e che lo guiderà nelle sue scelte. Esiste infatti nell'uomo un bisogno di trascendenza radicato nella sua insoddisfazione del ruolo di creatura che non sa rassegnarsi a essere un dardo gettato fuori dal bicchiere

Si può dire quindi che l'uomo, oltre a subire un determinismo di tipo biologico (un concetto secondo il quale lo sviluppo dell'uomo è fortemente influenzato dalle predisposizioni biologiche, nel senso dell'aspetto animale come aspetto dominante) e di tipo culturale (l'uomo come un prodotto del tipo specifico della cultura in cui vive e il proprio sviluppo della personalità come un apprendimento del ruolo della società in cui è nato), possiede un “autodeterminismo individuale” che gli permetterà di costruire se stesso.

Se si considera l’uomo omettendo anche solo una di queste componenti, il quadro che ne risulterà sarà angusto e manchevole. Sintetizzare queste diverse qualità per trovarne “un’unità” richiede comunque fatica e volontà, ma ogni modalità di comportamento che non servirà allo sviluppo e alla piena attuazione dell'uomo, esige un prezzo. Di norma, a parte condizioni geneticamente patologiche, l'uomo nasce psicologicamente sano e in uno stato “armonico”. E’ piuttosto la realtà esterna ad esso, come quella sociale, magari impregnata di falsità come la nostra, a deformarne la condotta; soprattutto negli individui più passivi e deboli che invece di seguire la voce della coscienza plasmata criticamente secondo ragione, si lasciano ingannare da falsi valori o ideali, creati appositamente da “altri” per propri fini. Per esempio, senza andare troppo nel dettaglio in quanto sarà argomento successivo, alcuni dei valori fondamentali della società odierna sono profondamente in conflitto con il benessere autentico dell'uomo:

 

  • Lo sfruttamento smodato della natura:

da sempre l'uomo ha plagiato la natura per i suoi bisogni, altrimenti sarebbe morto da un pezzo, ma nell'antichità lo faceva solo per necessità. Mentre oggi il fine generale è diventato la produzione dell'eccesso, del superfluo, ovviamente con l’aiuto smisurato della tecnica.

 

  • Lo sfruttamento e il dominio dell'uomo verso i suoi simili:

l’idea cannibalistica di dominare gli altri uomini, anche se a volte sotto il sottile velo dell’imposizione-punizione/ricompensa, trasforma l’uomo in un articolo di consumo per quelli, nella gerarchia sociale, più in alto di lui.

 

  • L’avere come fine ultimo il profitto economico e non il benessere umano:

La brama del possesso personale, la corsa sfrenata al consumo (per sentirsi vivi e colmare vanamente il vuoto), il guadagno come indicatore di comportamento economico coronato dal successo, sono diventati una misura di capacità e abilità.

 

  • La legge della sopravvivenza e della competitività:

“Domina il prossimo tuo prossimo per non essere dominato” è lo slogan comune.

All'attività di collaborazione “alla pari” e in uguaglianza, s’è sostituita una squallida gara per il potere, ove la maggior produzione è l’obiettivo in una lotta in cui i più deboli vengono schiacciati dai più forti

 

E’ la verità che rende libero l’essere umano, perciò soltanto prendendo coscienza delle forze che agiscono internamente ed esternamente ad esso, potrà conquistare quella libertà di cui necessita per il proprio sviluppo e completezza.

 

“Noi siamo liberi solo quando i nostri atti nascono da tutta la nostra personalità umana, quando la esprimono, quando hanno quella indefinibile rassomiglianza con essa che talvolta si trova tra l’artista e l’opera.”

 H.Bergson – Scritti filosofici

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