Appunti estrapolati dagli scritti frommiani (II parte)
L’arte di amare
Introduzione
Di tutte le cose, l'amore è la più grande, il vero e autentico nutrimento per l'essere umano.
Ma anche l'amore ha bisogno di maturare una profonda conoscenza siccome ogni tentativo d'amare è destinato a fallire se non si cerca di sviluppare la propria personalità.
La maggior parte della gente ritiene infatti che amore significhi essere amati, anziché amare, di conseguenza, per loro l’unico problema è come farsi amare, come rendersi amabili (spesso tramite gli stessi modi impiegati per raggiungere il successo in società).
Inoltre si crede che il problema dell'amore sia solamente inerente al problema della ricerca dell'oggetto amato, e non il problema della facoltà d'amare; si ricerca così in continuazione “l'oggetto” che più degli altri sia similare alle proprie aspettative.
Un altro errore comune è la confusione tra l'esperienza iniziale di innamorarsi e lo stato permanente di essere innamorati: ovvero l'esperienza di unione superficiale che il più delle volte cade dopo la prima intimità (sessuale) e l'esperienza di un’unione duratura che fa vivere un'intimità ben più profonda e che arricchisce anche la conoscenza di se stessi.
Anche l'amore come la vita è un'arte e al contrario dei valori sociali reputati fondamentalmente importanti per l’uomo moderno come possono essere successo, prestigio, denaro, potere, nulla è più importante per l'uomo dell’arte con cui vivrà l'amore.
Se io parlassi le lingue degli uomini e degli angeli
ma non ne possedessi l’amore,
sono come una campana che non suona,
come un tamburo che non rimbomba.
Se ho il dono di tutta la scienza,
anche se ho la fede che smuove i monti,
se non ho la carità, che vale?
Chi ama è paziente e premuroso,
chi ama è rispettoso,
chi ama rifiuta l’ingiustizia,
chi ama tutto sopporta,
non perde mai la speranza.
Ora solo tre cose contano:
fede, speranza, amore:
la più grande di tutte
è l’amore.
Dalla lettera di San Paolo apostolo ai Corinzi, 13