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Riduci Diario del Sottosuolo

Portale dedicato a tutti i cercatori che necessitano di un pò di materiale per formarsi e nutrirsi... una specie di compendio di ricerca personale condiviso

Questo è il luogo in cui prorompe la voce di un’anima assetata di verità che vive la propria affannosa ricerca nel “sottosuolo” di se stessa, scavando attraverso l’enigma dell’esistenza, l’infinito della conoscenza, l’irraggiungibile bellezza dell’arte e i tortuosi meandri della società, con la brama di riportare alla luce autentici tesori depositari di verità dimenticate. Riflessioni, intuizioni, confessioni dal profondo rimaste inespresse ...

Inviato da: Stefano Andreoli - Diario del sottosuolo
18/09/2009

Le caratteristiche dell'amore

 

Spesso l'amore è scambiato in altre cose, come a forme incomplete o irrazionali di amore che vengono confuse con l’amore vero.

Le forme di amore immaturo più comuni sono vissute da coloro che, nel loro sviluppo emotivo, sono rimasti legati alla madre in modo infantile, e quindi come bambini cercano nell’amore la protezione della madre, le sue cure e la sua attenzione, dandosi la briga solamente di essere amati e non di amare. Oppure da coloro che tendono ad idealizzare la persona amata attraverso un amore idolatrico, finendo col perdersi nell’”idolo” invece di ritrovarsi. Così l’amore viene vissuto  soltanto sentimentalmente, cioè si vive il rapporto solamente attraverso la fantasia o l’immagine idealizzata, amando non ciò che è reale.

Oppure  vi possono essere le unioni simbiotiche tra due esseri umani: la forma passiva dell'unione simbiotica è quella della sottomissione, o per usare un termine clinico, del “masochismo”. Il masochista sfugge all'insopportabile senso di separazione e solitudine rendendosi parte di un'altra persona che lo domina, lo guida, lo protegge. Il potere di colui al quale si sottomette è sublimato, lui è tutto mentre il masochista non è nulla, a meno che non diventi parte di lui. Ciò è riferito non solo al rapporto sessuale tra due esseri, ma anche alla sottomissione alla quale partecipa la mente dell'individuo verso qualcosa: nei casi in cui cioè la persona rinuncia alla propria integrità e fa di se stessa lo strumento di qualche cosa o di qualcuno al di fuori di se stessa.

La forma attiva di fusione simbiotica è contrariamente il dominio o, per usare il termine psicologico corretto rispondente al masochismo, il “sadismo”. Il sadico vuole sfuggire alla propria solitudine e al proprio senso di smarrimento impossessandosi di un'altra persona. Ambedue sublimano se stessi incorporando un altro essere che lo idolatra ed entrambi sono legati dipendentemente, l'uno non vive senza l'altro, in una fusione però senza integrità.

 

Ma l'amore in senso vero del termine è un'unione a condizione di preservare la propria integrità, la propria individualità: è paradossale, ma nell'amore due esseri diventano uno e tuttavia restano due in quanto continuano ad essere se stessi e a conservare la propria integrità.

Pertanto anche qui è importante il concetto di attività e passività: l'uomo attivo, cioè quello che sa amare è quello che sa dare, non ricevere. Nella sua funzione di affetto attivo un uomo diventa libero, padrone del proprio amore, non un oggetto di eventi di cui egli stesso non si rende conto. Dare infatti è la più alta espressione di potenza, dare dà più gioia che ricevere, e non dev’essere inteso come privazione perché in quell'atto ci si sente vivi, si manifesta la propria personalità e vitalità. Dare significa dare se stessi, ciò che più vivo si ha in sé, e l'amore è l'atto più grande del dare, è una forza che produce amore, vita. Contrariamente a quello che ci viene comunicato dalla società, ovvero che è quello che ha maggiormente, il più “felice”, chiunque sia capace di dare se stesso, è immensamente ricco.

 

L'amore innanzitutto esige premura: un impegno e un interesse costante atto a nutrire e curare ciò che si ama. Si ama ciò per cui si lavora, e si lavora per ciò che si ama.

Cura e interesse implicano un altro aspetto dell'amore: quello della responsabilità.  Non intesa come dovere imposto dall’esterno, ma responsabilità come un atto strettamente volontario, come risposta al bisogno di un altro essere umano. Essere responsabili significa essere pronti e capaci di rispondere, essere attenti all'altro.

Ma la responsabilità dev’ essere connessa profondamente al rispetto, cioè la capacità di vedere una persona così com’è, di conoscerne la vera individualità. Significa desiderare che l'altra persona cresca e si sviluppi per quello che è, secondo i suoi desideri, secondo i suoi mezzi, in piena indipendenza e libertà.

Infine la conoscenza è la condizione determinante dell'amore, una conoscenza che penetri l'intimità dell'altra persona nel modo più profondo. Il segreto per arrivare a tale conoscenza è appunto l'amore, come atto di unione profonda con l'altro, poiché nella profondità di tale unione l'uomo scopre se stesso, i suoi sentimenti e il suo prossimo. L'autentico atto d'amore è infatti la più grande conoscenza, supera ogni pensiero e parola.

 

La gente però oggi è dominata dall’ansia e si trova senza uno scopo tranne quello di tirare avanti, di conseguenza invece che approfondire tale conoscenza, preferisce continuare a restare infantile cercando di volta in volta appigli, piaceri, protezione.

 

 

Allora Almitra disse: parlaci dell'Amore.

E lui sollevò la stessa e scrutò il popolo e su di esso calò una grande quiete. E con voce ferma disse:

Quando l'amore vi chiama, seguitelo.

Anche se le sue vie sono dure e scoscese.

E quando le sue ali vi avvolgeranno, affidatevi a lui,

Anche se la sua lama, nascosta tra le piume vi può ferire.

E quando vi parla, abbiate fede in lui,

Anche se la sua voce può distruggere i vostri sogni come il vento del nord devasta il giardino.

 

Poiché l'amore come vi incorona così vi crocefigge. E come vi fa fiorire così vi reciderà.

Come sale alla vostra sommità e accarezza i più teneri rami che fremono al sole,

Così scenderà alle vostre radici e le scuoterà fin dove si avvinghiano alla terra.

Come covoni di grano vi accoglie in sé.

Vi batte finché non sarete spogli.

Vi staccia per liberarvi dai gusci.

Vi macina per farvi neve.

Vi lavora come pasta fin quando non siate cedevoli.

E vi affida alla sua sacra fiamma perché siate il pane sacro della mensa di Dio.

 

Tutto questo compie in voi l'amore, affinché possiate conoscere i segreti del vostro cuore e in questa conoscenza farvi frammento del cuore della vita.

Ma se per paura cercherete nell'amore unicamente la pace e il piacere,

Allora meglio sarà per voi coprire la vostra nudità e uscire dall'aia dell'amore.

Nel mondo senza stagioni, dove riderete ma non tutto il vostro riso e piangerete, ma non tutte le vostre lacrime.

 

L'amore non da nulla fuorché sé stesso e non attinge che da se stesso.

L'amore non possiede né vorrebbe essere posseduto;

Poiché l'amore basta all'amore.

 

Quando amate non dovreste dire:" Ho Dio nel cuore ", ma piuttosto, " Io sono nel cuore di Dio ".

E non crediate di guidare l'amore, perché se vi ritiene degni è lui che vi guida.

 

L'amore non vuole che compiersi.

Ma se amate e se è inevitabile che abbiate desideri, i vostri desideri hanno da essere questi:

Dissolversi e imitare lo scorrere del ruscello che canta la sua melodia nella notte.

Conoscere la pena di troppa tenerezza.

Essere trafitti dalla vostra stessa comprensione d'amore,

E sanguinare condiscendenti e gioiosi.

Destarsi all'alba con cuore alato e rendere grazie per un altro giorno d'amore;

Riposare nell'ora del meriggio e meditare sull'estasi d'amore;

Grati, rincasare la sera;

E addormentarsi con una preghiera in cuore per l'amato e un canto di lode sulle labbra.

 

Da “Il giardino del Profeta” di Kahlil Gibran

 

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