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Riduci Diario del Sottosuolo

Portale dedicato a tutti i cercatori che necessitano di un pò di materiale per formarsi e nutrirsi... una specie di compendio di ricerca personale condiviso

Questo è il luogo in cui prorompe la voce di un’anima assetata di verità che vive la propria affannosa ricerca nel “sottosuolo” di se stessa, scavando attraverso l’enigma dell’esistenza, l’infinito della conoscenza, l’irraggiungibile bellezza dell’arte e i tortuosi meandri della società, con la brama di riportare alla luce autentici tesori depositari di verità dimenticate. Riflessioni, intuizioni, confessioni dal profondo rimaste inespresse ...

Inviato da: Stefano Andreoli - Diario del sottosuolo
18/09/2009

L’amore nelle sue forme

 

l'amore non è soltanto una relazione con una particolare persona, ma è un'attitudine, un modo di vivere, un orientamento di carattere che determina i rapporti di una persona col mondo, non verso solamente un oggetto d'amore. Se una persona ama solo un'altra persona ed è indifferente nei confronti dei suoi simili, il suo non è amore, ma un attaccamento simbiotico o un egotismo portato all'eccesso. Eppure la maggior parte della gente crede che l'amore sia costituito dall'oggetto, non dalla facoltà d'amare, ma l'amore è prima di tutto un'attività interiore, che rispecchia tutta la realtà circostante e la vita.

  

C' era un innamorato che amava senza speranza. Si ritirò del tutto nella propria anima e gli parve che il fuoco d'amore l'avrebbe consumato. Perdette il mondo, non vedeva più il cielo azzurro e il verde bosco, il torrente per lui non frusciava, l'arpa per lui non suonava, tutto era sprofondato e lui era caduto in miseria. Ma il suo amore cresceva, e lui avrebbe preferito morire e rovinarsi piuttosto che rinunciare al possesso della bella donna che amava. Sentì allora che il suo amore aveva bruciato in lui ogni altra cosa, e l'amore divenne I potente e tirò e tirò, e la bella donna dovette obbedire, venne, e lui era lì a braccia aperte per attirarla a sé. Ma quando gli fu davanti si era del tutto trasformata, e con un brivido egli senti e vide che aveva attirato a sé tutto il mondo perduto. Era davanti a lui e gli si arrendeva, cielo e bosco e torrente, tutto gli veniva incontro in nuovi colori, fresco e splendido, gli apparteneva, parlava il suo linguaggio. E invece di conquistare soltanto una donna egli aveva tra le braccia il mondo intero, e ogni stella del cielo ardeva in lui e scintillava voluttà nella sua anima. - Aveva amato e amando aveva trovato se stesso. Ma i più amano per perdersi

 H.Hesse

 

Amore fraterno

 

Nell'amore fraterno, l'amore per il prossimo, c'è il desiderio di fusione con tutti gli uomini, il bisogno di solidarietà umana. Nell'amore fraterno le differenze tra gli esseri umani sono trascurabili in confronto a quello che c'è in comune in tutti gli uomini. Per sentire quest' uguaglianza è però necessario penetrare la profondità di ogni uomo per percepire l'uguaglianza che rende fratelli. E poiché siamo umani, siamo tutti bisognosi d'aiuto, pertanto l'amore per il debole, inteso non come diverso ma come transitoriamente debole per motivi perlopiù sociali, è la prima espressione dell'amore fraterno. Inoltre è nella compassione che l'uomo sente l'amore per il suo fratello, un amore disinteressato che ricorda continuamente che tutti gli esseri umani provano il sentimento del dolore e della sofferenza. La compassione è indissolubilmente legata all'amore per il proprio simile, dove non c'è amore non può esserci compassione, ma solo fredda indifferenza, e chi sa amare solo una persona, non ama nessuno.

 

“So che non è una cosa bella limitarsi a parlare: è meglio dare un semplice esempio, è meglio cominciare… io l’ho già fatto… e… e si può forse essere infelici? Oh, che cosa sono il mio dolore e la mia povertà se ho la forza di essere felice? Sapete, io non capisco come si possa passare vicino a un albero e non essere felici di vederlo; parlare con un uomo e non essere felici di amarlo. Ah, non sono capace d’esprimere come si conviene… eppure quante cose meravigliose vediamo a ogni angolo, cose che persino l’uomo più infelice può trovare straordinarie? Guardate un bambino, guardate l’alba, come cresce l’erba, guardate negli occhi coloro che vi guardano e che vi amano…”

 

F.Dostoevskij, da  “L’Idiota”

 

 

Amore materno/paterno

 

L'amore materno sintetizza in un'esperienza personale e diretta il principio di amore fraterno, ovvero un amore che non ha bisogno di essere conquistato né meritato, un amore donato gratuitamente e incondizionatamente. Tuttavia l'amore materno non consiste solo nell'amore della madre per il neonato, ma nell'amore per la creatura che cresce. Nel senso che l'essenza dell'amore materno significa volere che il bambino si separi da lei, e di continuarlo ad amare una volta cresciuto.

L’amore paterno invece rappresenta l’altro polo, quello dell’amore condizionato. Il padre infatti rappresenta per il neonato, dopo i 6 anni, il mondo del pensiero, la figura della guida dell’esistenza, d’istruzione.

E qui entra in gioco il fondamentale ruolo dell'educazione: educare significa infatti aiutare il bambino a realizzare le sue potenzialità, mentre la coercizione è basata sulla mancanza di fede nello sviluppo delle potenzialità e sulla convinzione che il bambino sarà nel giusto solo se gli adulti istillano in lui il bene e sopprimono il male. E proprio in nome dell'amore e a volte in nome del dovere, il genitore vuole tenere con sè il bambino, l'adolescente, l'uomo che non può raggiungere la piena libertà in quanto deve restare succubo e condizionato dalla figura genitoriale. Oppure invece che essere tollerante e paziente, il genitore, per timore di fallire come guida, inizia ad essere tirannico e minaccioso.

La conseguente sintesi di queste due forme d’amore nello sviluppo della persona adulta, sta alla base della salute mentale (viceversa il fallimento può portare a nevrosi) e della conquista della maturità.

 

 

L'amore erotico

 

In contrasto con le altre forme d'amore, l'amore erotico è il desiderio della fusione completa attraverso l’unione con un'altra persona, ma per sua stessa natura esclusiva e non universale. L'amore erotico infatti, per il suo bisogno di esclusività derivato da un profondo sentimento di intimità, esige prerogative strettamente individuali, che esistono tra determinate persone, e non certo tra tutte.

 

 

Questa forma è forse la più ingannevole e confusa forma d'amore che esista. Ad esempio per la maggior parte della gente, l’intimità con l'altra persona viene stabilita soprattutto con il contatto sessuale poiché sente la separazione dall'altra persona principalmente come separazione fisica. Ma la separazione fisica non è che la più superficiale separazione tra due esseri, in quanto questa forma di intimità fisica, da sola, tende a ridursi man mano che il tempo passa. Di conseguenza, rimasti delusi dalla vecchia “conoscenza”, spesso si cerca ciclicamente un altro amore “intimo” con un'altra persona, una persona nuova, sempre con l'illusione che il nuovo amore sarà diverso dal precedente. Ma il rapporto sessuale non è un metodo per indagare il rapporto d’affinità o di “sintonia” con l’altra persona, bensì l’effetto più profondo e intimo dell’amore. Non è la giusta tecnica sessuale a portar l’intimità e la conoscenza tra due esseri, ma è l’amore che si dona ad esprimere l’atto più interiore e importante che possa esistere tra due persone.

 

 

Il carattere ingannevole del desiderio sessuale ha inoltre un peso notevole in questi illusioni: il desiderio sessuale, essendo insito nella mente e associato al bisogno d'amore, può essere però stimolato da varie emozioni (solitudine, rabbia vanità...), per cui non appena lo si provi, si può erroneamente concludere che si stia amando. Ma è puramente la tenerezza che può indicare che si tratta dell'amor ad ispirare l'unione sessuale, diversamente dalle relazioni fisiche spronate dalla brama di conquista o di essere conquistati.

 

Al giorno d'oggi l'amore ci viene definito come una reazione emotiva spontanea alla quale ci si senta improvvisamente uniti da un desiderio irresistibile, ma si trascura un fattore fondamentale nell'amore erotico: quello di volere amare qualcuno non è solo un forte sentimento, ma è una scelta, un impegno. Se l'amore infatti fosse solo una sensazione, non vi sarebbero i presupposti per un amore duraturo, in quanto una sensazione viene e va.

 

Inoltre l’amore erotico d’oggi rispecchia pienamente il carattere sociale dell'uomo moderno: il sesso viene barattato come se fosse un oggetto di scambio con l’unico scopo di godere e ricavarne piacere. Lo scopo principale è quello di trovare un rifugio, una distrazione, il mero piacere, invece che vivere appieno la divina bellezza esistente in questo tipo d’unione. Così facendo però le persone ne sciupano l’immenso valore, rischiando poi di vivere addirittura un’intera vita insieme restando estranei.

 

Spesso penso che tutta la nostra arte sia soltanto un surrogato, faticoso e pagato dieci volte troppo caro, della vita non vissuta, dell'istintualità non vissuta, dell'amore non vissuto. Eppure non è così. È tutt'altro. Si sopravvaluta la sensualità se si vede nella spiritualità solo il necessario surrogato di una sensualità carente. Il valore della sensualità non supera neppure di un capello quello dello spirito, e viceversa. Tutto è una cosa sola, tutto è ugualmente buono. Abbracciare una donna o scrivere una poesia non fa diffe-enza. Purché ci sia l'essenziale, l'amore, la passione, il ra-pimentò, essere un monaco sul monte Athos o un viveur a Parigi è la medesima cosa.  

  H.Hesse

 

 

Amore per se stessi

 

Si ritiene che l'amore per se stessi sia una forma egoistica d'amore ma in realtà l'amore per gli altri e l'amore per se stessi sono reciprocamente legati: le attitudini verso gli altri e verso noi stessi sono fondamentalmente congiuntive. Non esiste infatti concetto d’umanità in cui io stesso non sia incluso. Ma l’amore per se stessi si trova in coloro che sono capaci d’amare. Non nel senso di essere amato da qualcuno, ma uno sforzo attivo per la crescita e la felicità dell'essere amato, dettato dalla propria capacità di amare. L'amore per una persona implica l'amore per l'uomo come tale (“ama il prossimo tuo come te stesso”), che non è come si crede un'astrazione che viene dopo l'amore per una specifica persona, ma è soltanto la sua premessa, sebbene la si acquisti amando specifici individui.

L’egoista invece è colui che si interessa solo di se stesso, vuole tutto per sé, non prova gioia nel dare, ma solo nel ricevere; vede il mondo esterno solo dal punto di vista di ciò che può ricavarne, non riesce a vedere altro che se stesso e giudica tutto e tutti dall’ attività che gliene deriva. L’egoista è fondamentalmente incapace d’amare. E’ solo un essere infelice e ansioso di trarre dalla vita le soddisfazioni che impedisce a se stesso di raggiungere. Ma l'affermazione della propria vita, felicità, crescita, libertà è determinato dalla propria capacità di amare se stesso e gli altri.

 

 

Amore per Dio

 

La forma religiosa di amore, che è chiamata amore per Dio, ugualmente agli altri tipi d'amore, nasce dal bisogno di superare la separazione e di raggiungere l'unione.

Ma nella storia della razza umana tale forma d’unione ha avuto evoluzioni diverse: nella prima fase matriarcale (religioni primitive) tutti gli uomini sono uguali, poiché sono figli di una madre, la Madre Terra (la Natura) che ama incondizionatamente tutti gli esseri.

Poi l’aspetto materno della religione viene detronizzato e subentra la fase patriarcale (religione giudaica-cristiana e islamica): il Padre diventa l'essere supremo, che come un padre, stabilisce leggi e principi e il suo amore per il figlio dipende dall’obbedienza di quest’ultimo.

Nell’aspetto matriarcale della religione si ama Dio come una madre che tutto abbraccia, che perdonerà e salverà qualsiasi cosa accada, mentre nell’aspetto patriarcale si ama Dio come un padre che giudica, che punisca o che premi in base ai meriti.

E infine c'è lo stadio in cui Dio cessa di essere una persona, un uomo, ma diventa il simbolo del principio dell'unità, senza un nome, in quanto il nome denota sempre un limite. Dio allora diventa così l'Uno senza nome, un'essenza inesprimibile, che si riferisce all’unità che vige nell’universo, il terreno di tutta l'esistenza. Perciò la persona che raggiunge questa stadio cognitivo di Dio, non prega per qualche cosa, non si aspetta niente, non ama Dio come un figlio ama il padre o la madre, ma ha acquisito l'umiltà di conoscere i propri limiti al punto di rendersi conto che non sa niente di Dio.

Dio diventa così per lei il simbolo in cui ogni uomo ha espresso la totalità di ciò per cui lotta: la verità, l’amore, la giustizia. Ha fede in tali principi e considera tutto della sua vita prezioso in quanto gli dà la possibilità di arrivare a un più completo sviluppo del suo potere umano, come la sola realtà che conti.

Amare Dio significherebbe allora desiderare il raggiungimento della piena capacità di amare, per la realizzazione di ciò che “Dio” rappresenta in sé stessi. E non sarà il pensiero a rivelarci questa cognizione, dato che il pensiero resta prigioniero del paradosso, ma l'unico modo in cui il mondo può essere afferrato definitivamente è negli atti, nell'esperienza dell'unità. Così l'amore per Dio non è la conoscenza di Dio nel pensiero, né il pensiero del nostro amore per Dio, ma l'atto di sentire un'unità con Dio.

Ciò porta l'enfasi sul vero modo di vivere, in quanto tutto della vita è dedicato alla conoscenza di Dio, ma non una conoscenza nel pensiero giusto, ma nella giusta azione. Dividere questa fondamentale verità e affidare la verità solo al pensiero significa creare il dogma da una parte e la scienza dall'altra. Nel dogma le infinite argomentazioni sulle formulazioni dogmatiche portarono l'intolleranza del miscredente e dell'eretico (le inquisizioni della Chiesa cattolica). Mentre nel pensiero scientifico, ove non si considerano la morale o il significato emotivo, il pensiero corretto è tutto ciò che conta, sia dal punto di vista dell'applicazione stessa sia da quello della pratica, vale a dire della tecnica (l’utilizzo della bomba atomica).

Lo sviluppo religioso di ciascuno è pertanto strettamente correlato alla maturazione personale, in quanto la natura dell'amore per Dio corrisponde alla natura e sviluppo del suo amore per l'uomo.

Divino ed eterno è lo Spirito.
A Lui, del quale siamo immagine e strumento,
porta la nostra via; nostra più ardente brama
è divenirGli uguali, luci della Sua luce.
Ma terreni e mortali siamo fatti,
pigra la gravità pesa su noi creature.
Bella e materna e calda la Natura ci abbraccia,
ci allatta la Terra, ci accoglie la culla e la tomba;
ma la Natura non ci appaga,
e infrange il suo materno incanto
dell'immortale Spirito, il paterno,
la scintilla, che fa del bimbo un uomo,
cancella l'innocenza,
ci desta alla battaglia e alla coscienza.
Così tra madre e padre,
così tra corpo e Spirito
è incerta la più fragile creatura,
quest'anima tremante, l'uomo, atto al dolore
più d'ogni essere, e insieme atto al sublime:
l'amore che ha fede e speranza.
Ardua è la via, suo cibo il peccato e la morte,
spesso erra nelle tenebre e talora
meglio per lui sarebbe non essere mai nato.
Ma eterna irradia in lui la sua brama nostalgica,
la sua destinazione: Luce, Spirito.
Perciò a noi fratelli errabondi
anche nella discordia è dato amare,
non odio e condanna
ma amore paziente,
amante patire ci porta
più vicini alla nostra sacra meta.

H.Hesse

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