Diario del sottosuolo - Home Page

Registrazione  
martedì 13 novembre 2018
INDICE ARTICOLI   Riduci

Articoli ordinati per ultimo inserito
Premere qui sotto per estendere la tendina


Cliccando sul Titolo di ogni articolo lo si potrà visualizzare singolarmente: in fondo ad essi sarà presente il pulsante Stampa che aprirà l'articolo in una nuova finestra pronto per essere stampato.

Archivio Blog Mensile Riduci

REGISTRATI E ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER!


Riduci Diario del Sottosuolo

Portale dedicato a tutti i cercatori che necessitano di un pò di materiale per formarsi e nutrirsi... una specie di compendio di ricerca personale condiviso

Questo è il luogo in cui prorompe la voce di un’anima assetata di verità che vive la propria affannosa ricerca nel “sottosuolo” di se stessa, scavando attraverso l’enigma dell’esistenza, l’infinito della conoscenza, l’irraggiungibile bellezza dell’arte e i tortuosi meandri della società, con la brama di riportare alla luce autentici tesori depositari di verità dimenticate. Riflessioni, intuizioni, confessioni dal profondo rimaste inespresse ...

Inviato da: Stefano Andreoli - Diario del sottosuolo
24/12/2009

(VI b) La saggezza del cuore

 

 

"L'abuso di libri uccide la scienza. Credendo di sapere quello che si è letto, ci si crede dispensati dall'apprendere. Troppe letture servono solo a creare ignoranti presuntuosi." 

Rousseau, dalle Confessioni

 

 

 

La speranza di ottenere risposte e verità fondamentali per mezzo della ragione e dei principi logici risulta però vana, sia perchè la mente umana possiede dei forti limiti, sia perchè un buon esame critico riuscirebbe a smontare qualsiasi ipotesi creata. La logica, seppur un formidabile mezzo a disposizione dell'uomo, come ci è stato spesso dimostrato dai filosofi, incappa spesso in contraddizioni evidenti: contraddizioni però che sono tali nella logica, ma che si rivelano poi illusorie nella totalità della dimensione umana. Poco niente si riesce a dimostrare "a priori"  in base alle considerazione di ciò che dovrebbe essere.
L’apparente perfezione della ragione ha una macchia evidente che stona con la natura umana, ovvero è spesso carente rispetto ai bisogni e l’essenza stessa dell’uomo; allora mi vengono in mente tanti nella storia che hanno sminuito il valore della ragione come il solo mezzo per giungere la verità.

 

Primo fra tutti Pascal, che affermava che certe verità possono essere conosciute solo dal cuore, non con la ragione: "Se c'è un Dio, egli è infinitamente incomprensibile, perché, non possedendo né parti né limiti, non ha alcuna proporzione con noi. [...] Dio esiste oppure non esiste? Da che parte ci decideremo? La ragione non può decidere nulla; c'è di mezzo un caos infinito. Si giuoca una partita, all'estremità di questa distanza infinita, dove risulterà testa o croce. Su che cosa puntare? Secondo ragione, non potete scegliere né l'uno né l'altra; secondo ragione, non potete escludere nessuno dei due. Dunque non accusate di falsità coloro che hanno fatto una scelta, perché non ne sapete niente. [...] L'ultimo passo della ragione è riconoscere che c'è un'infinità di cose che la sorpassano, il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce." (da Pensieri). 

 

Il grande Dostoevskij, che forse più di tutti aveva a cuore  l’ardua missione dell'affannosa ricerca della verità, sapeva bene cosa avrebbe significato voltarle le spalle o perdersi in una qualche illusione. Ma nonostante questo D. non cercò mai quella felicità frutto di un processo etico, di una dialettica filosofica, di un equilibrio. Anzi, ha sempre tentato nei suoi romanzi di far venire a galla quella parte più profonda e celata dell'oscuro e intricato animo umano, il più delle volte rivelando le bassezze, le miserie e le mediocrità di assassini, giocatori d’azzardo, ladri, prostitute, pezzenti, uomini-topi. Questo perché D. sentiva prima di pensare che insito nell’anima dell’uomo c’è un anelito, una sete d’infinito, un misterioso male, un ignoto che, consapevoli o no, grida orrende urla mute. Aveva capito che non gli sarebbe bastato un perfetto e armonico equilibrio raggiunto con la ragione per far tacere questa voce molesta, anche se sarebbe stato poi capace di cose bellissime e grandiose, di meravigliose imprese o di stabili basi durature. Esiste nell’uomo un abisso di una profondità tale che nemmeno la mente più sviluppata può colmare. E D. è stato il primo a rendersi conto di questa verità di cui solo un maledetto russo poteva accorgersi.



E ancora Bukowski e la sua vita impossibile da paria sociale, le sue sbronze e le frasi vomitate dentro a qualche squallido night:
“Se hai intenzione di provare vai fino in fondo altrimenti non cominciare neanche …Potrebbe voler dire perdere la ragazza, la moglie, i parenti, il lavoro e forse anche la testa.  Potrebbe voler dire non mangiare per tre, quattro giorni. Potrebbe voler dire gelare su una panchina del parco.  Potrebbe vole dire la prigione. Potrebbe voler dire la derisione, lo scherno, ’isolamento. L'isolamento è il premio … tutto il resto è un test di resistenza per vedere fino a che punto sei veramente disposto a farlo e tu lo farai, nonostante i rifiuti e le peggiori probabilità di successo, e sarà meglio di qualunque cosa tu possa immaginare. Se hai intenzione di provare vai fino in fondo, non c'è una sensazione al pari di questa, sarai da solo con gli dei e il fuoco incendierà le tue notti. Cavalcherai la tua vita dritto verso una risata perfetta, è l'unica battaglia buona che ci sia.” (da Factotum)

 

L'immortale H.Hesse che più di tutti scrisse così dettagliatamente del contrasto tra la sfera della ragione e dei sentimenti: l’umanità intera avrebbe perso molto di più se non fosse mai esistito una personalità di pura passione sregolata e così stracolma di vita come Mozart, che uno eticamente perfetto e “alto” come Socrate o Cristo, scrisse in un suo romanzo.

 

Tutto ciò mi ricorda anche quelle pazze figure indomite dei "bohemiens" o dei "Wanderers" ottocenteschi e dei loro “Bildungreise” (viaggio di formazione) e “Wanderlust” (anelito al viaggio): personaggi inquieti che viaggiavano continuamente alla ricerca del nuovo, dell'esperienza di un altro mondo che rappresentava un rifiuto dei valori del villaggio e della famiglia, ovvero di una vita tranquilla, tipici del "filisteo" chiuso nel suo mondo limitato e ristretto. Tutte attività di una libertà straordinaria che rispondevano ad un'attività interiore e non ad un esigenza produttiva esteriore: proprio come l'allegoria della poesia che, nella sua inutilità, riesce tuttavia ad esprimere sentimento, amore e gioia di vivere.
 

"A chi dio vuol concedere una vera grazia
lo fa viaggiare per il vasto mondo
a scoprire le sue meraviglie
per monti e valli e boschi e campi e fiumi.



i pigri chiusi in casa
non sono rallegrati dall'aurora
e sanno solo il pianto dei bambini
e angustie e noie e l'ansia per il pane.

 

dai monti sgorgano i ruscelli,
lassù le allodole trillano di gioia,  

perchè non devo anch'io cantar con loro

a piena voce e con felicità?

 

 Al buon Dio mi voglio affidare,
 egli che regge cielo e terra
 e ruscelli e allodole e boschi e campi
 anche i miei giorni al meglio ha programmato."

Eichendorff, da Vita di un perdigiorno


O il pazzo e coraggioso C. McCandless, altro inquieto viaggiatore, rappresentato recentemente nel film "Into the wild" di S.Penn: "se ammettiamo che l'essere umano possa essere governato dalla ragione, ci precludiamo la possibilità di vivere".
 

E allora forse "la voce del cuore è la più grande verità" come diceva G.Gaber, e forse non è nemmeno sbagliato "piantare un chiodo" sui Libri di filosofia e di religione che oramai non sanno più rispondere alle esigenze umane e "che non hanno mai salvato il mondo" (dal film "Centochiodi" di E.Olmi). Così tutto ciò diventa la metafora di una nuova libertà dell'uomo che va ricercata nella sua semplicità, nella purezza dei suoi sentimenti espressi dall'amore di un "Cristo della strada" che, libero dalle vecchie idolatrie passate racchiuse in libri morti, incarna vita e amore.
Non più quindi una saggezza che attinge ai libri ma alla vita, una filosofia di vita che sfocia non alla cattedra ma all'umanità.

 

"Io ne ho abbastanza delle persone che muoiono per un'idea. Non credo nell'eroismo, so che è facile e ho imparato che era omicida. Quello che m'interessa è che si viva e si muoia di quello che si ama."
 

di A.Camus

 

Tags:
NEWS!   Riduci
Progetti! - domenica 11 settembre 2011

Aggiornata la sezione PROGETTI!

con nuove iniziative inserite...

 maggiori informazioni ...

RISORSE! - domenica 11 settembre 2011

Aggiornata la sezione RISORSE!

Con nuovi spunti inseriti

 maggiori informazioni ...

PERLE! - mercoledì 25 agosto 2010

Aggiornata la sezione Perle...!

con nuove fonti inserite...

 maggiori informazioni ...

TESTIMONIANZE! - mercoledì 18 agosto 2010

Aggiornata la sezione Testimonianze...!

con l'intervista di Marisol, la pittrice e Sebastiano...

 maggiori informazioni ...

NEWSLETTER! - lunedì 12 ottobre 2009
 
Registrandoti (ovviamente è gratis) e iscrivendoti al servizio (da Gestione Servizi) riceverai una notifica ogniqualvolta sarà pubblicato un articolo sul blog.