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Iniziative, proposte, soluzioni concrete interessanti e formative...

"E' proprio la possibilità di realizzare un sogno che rende la vita interessante" P.Coelho

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Riduci  

Articoli moderati dall'Amministratore prima d'esser pubblicati. L'Indice Progetti è consultabile dal menù a sinistra.


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Couch Surfing!

Un modo economico, formativo e avventuroso per viaggiare in tutto il mondo: offrire ospitalità con un posto letto, usufruire di un alloggio momentaneo e allo stesso tempo arricchirsi confrontandosi con culture diverse dalla propria.

 

www.couchsurfing.org

 


Inviato @ 11/09/2011 2.03.53 da | COMMENTI (0)


PIAZZA GRANDE

Un esempio efficace e tangibile di come il mondo del volontariato possa offrire la possibilità concreta di un'esistenza più vicina all'essere umano e ai suoi autentici bisogni. E' proprio l'universo del volontariato che regge le fondamenta di una società sull'orlo della rovina, e in grado di fornire ancora speranza per un mondo migliore...

 

dal sito www.piazzagrande.it


Dal 1993 a Bologna l’Associazione Amici di Piazza Grande Onlus lavora nell’ambito dell’esclusione sociale, per dare assistenza alle persone senza dimora, per difenderne i diritti, per favorirne il reinserimento all’interno della società da cui sono state emarginate.

Fin dalla sua nascita, Piazza Grande ha sempre rappresentato un’esperienza originale e costantemente all’avanguardia nella lotta contro l’esclusione sociale. A renderla una realtà pressoché unica nel panorama italiano è la sua composizione e gli stessi principi che la guidano. L’Associazione, infatti, è nata e si è sviluppata grazie alle idee e all’intervento in prima persona di tantissimi senza dimora. Piazza Grande è il luogo dove i cittadini svantaggiati si organizzano per realizzare le più differenti modalità di intervento sui problemi dell’emarginazione. Il principio guida, che si trova in tutte le iniziative dell’Associazione, è la convinzione che solo attraverso l’autorganizzazione e la ricerca di nuove strategie di intervento sociale volte a superare la propria condizione di utente passivo, chi vive in strada può diventare un soggetto attivo, propositivo, e può abbandonare la propria situazione di disagio socio-economico.

 

Una breve cronologia

L’inizio: il primo giornale di strada italiano

Il giornale “Piazza Grande”, nasce a Bologna nel 1993 come iniziativa pratica ed innovativa per contrastare l’esclusione sociale e affermare i diritti dei senza tetto.

Piazza Grande ha rappresentato storicamente una modalità nuova di intervento sociale: il giornale, infatti , viene scritto, redatto e diffuso da persone senza fissa dimora i quali possono così iniziare percorsi di recupero basati sulla logica, innovativa per gli inizi degli anni ’90, dell’empowerment e dell’aiuto di tipo non assistenziale.

A partire da questa esperienza vengono avviati progetti, iniziative ed azioni che vedono come soggetti attivi, e non più come semplici utenti, i senza fissa dimora del territorio bolognese e persone appartenenti ad altre fasce di esclusione sociale.



Nasce l’associazione Amici di Piazza Grande

Il consolidamento dell’iniziativa del giornale di strada e l’entusiasmo del gruppo promotore ben presto portano ad una ulteriore fase dell’esperienza: pochi mesi dopo, nell’aprile 1994, nasce l’Associazione Amici di Piazza Grande. La maggior parte dei soci costituenti sono persone senza fissa dimora ospitati al centro di accoglienza bolognese “Beltrame”. La nascita dell’associazione segna il passaggio dalla scommessa iniziale del giornale, già alla sua quarta uscita, a una fase più progettuale che realizza la logica dell’auto-aiuto.

Protagonisti di questa esperienza sono i cittadini invisibili, mai quotati nel mercato delle relazioni sociali. L’Associazione è il luogo in cui i cittadini svantaggiati si organizzano per risolvere i propri problemi, per mettere assieme capacità e idee, per costruire occasioni di reddito, per affrontare il problema della abitazione, per migliorare le prestazione dei servizi della città e per autogestirsi. L’associazione in oltre dieci anni di vita dà impulso ad una progettualità ricca di iniziative.


Le Officine di Via Libia
La raccolta differenziata di carta, la raccolta legno, la sartoria abiti e il laboratorio di biciclette


Oltre alla produzione del giornale di strada, nasce nei soci il desiderio di organizzarsi per costruire la propria impresa: una attività lavorativa di “autoimprenditoria” che è posta fra gli obiettivi nello statuto dell’associazione.

Nel 1995 viene varato dalla Commissione Europea il progetto “Fare Modi” al quale l’associazione partecipa presentando il progetto “Le Officine di Piazza Grande” per ottenere il finanziamento con il quale avviare le esperienze lavorative autonome.

Nel gennaio 1996 è approvata la partecipazione dell’Associazione al progetto europeo. Il progetto si propone di promuovere la partecipazione e l’inserimento lavorativo di persone senza fissa dimora, legare ecologia e lavoro di utilità sociale, creare un luogo dove sviluppare, attraverso azioni innovative, cultura ambientale e impresa sociale, migliorando la qualità della vita delle fasce sociali deboli.
Da Gennaio a Settembre 1996, vengono occupate 23 persone senza dimora con contratti di lavoro occasionali e 4 assunti su base annuale. Con tale progetto si è dato vita ad un centro, situato in un capannone inutilizzato di proprietà della Provincia di Bologna, già deposito della linea di trasporto urbano ATC, che verrà denominato “Le Officine”.

Per l’Associazione è il primo tentativo, strutturato su un progetto di ampie dimensioni, di coniugare formazione ad attività produttiva ed è il trampolino di lancio per lo sviluppo di tutte le attività e i progetti che l’associazione porta avanti per proteggere e valorizzare le qualità umane e professionali delle persone che si trovano in stato di necessità e che affrontano la dura esperienza di vivere in strada.



2000. Nasce il progetto Avvocato di strada (www.avvocatodistrada.it)

Nel dicembre del 2000 l’Associazione presenta il progetto Avvocato di strada, primo e unico caso italiano di tutela legale gratuita e professionale a sostegno delle persone senza dimora. Privi di residenza anagrafica e dei propri documenti le persone senza dimora italiane non hanno accesso al gratuito patrocinio e si vedono così negata la possibilità di avere una tutela legale, spesso necessaria per uscire dalla propria condizione di esclusione. I legali di Avvocato di strada sono professionisti che gratuitamente si mettono a disposizione degli ultimi e li seguono in via giudiziale e stragiudiziale.

Nato grazie ad un pugno di avvocati volontari, il progetto di Piazza Grande in pochi anni si è affermato per originalità ed efficacia e si è rapidamente diffuso in tutta Italia. Nel 2007, per coordinare le varie esperienze sorte sul territorio italiano è nata l’Associazione Avvocato di strada Onlus

 

Progetti


> Avvocato di strada

> Corsi di formazione

> Il bicicentro

> Il primo giornale di strada italiano

> Il servizio mobile di sostegno

> Il teatro

> La sartoria


Inviato @ 11/09/2011 1.04.13 da | COMMENTI (0)


Il Cammino di Santiago

Tra tutti i viaggi estivi finora il Cammino di Santiago è forse quello a cui la mia memoria ricorre con maggior nostalgia. La possibilità di ritornare ad un'antica essenzialità camminando incessantemente, rirovare se stessi e i propri pensieri in un'assoluta solitudine, incontrare la ricchezza di culture di tutto il mondo, divertirsi in compagnia in mezzo a tavolate goliardiche, musica e vino, attraversare paesaggi di una bellezza e varietà unica. E arrivare alla fine di 800 km con i piedi distrutti ma con dentro un'energia ancora più viva e forte della partenza...

Forse questa poesia scritta a Finisterra davanti a quel blu mai visto darà un'impressione più accurata...

 

Il cammino

 

Camminiamo perché camminare è ciò che dobbiamo

Per cercare qualche frammento perduto di noi stessi.

 

C’è chi cammina per trovare un incontro profondo col proprio pensiero

Chi per vivere l’esperienza del viaggiatore e il suo zaino

Chi per mantenere una promessa fatta a Dio

O semplicemente chi cammina per camminare,

con la speranza di inseguire la pace tra strade, sentieri e boschi.

 

Levarci all’alba quando i bar riposano ancora dietro le serrande,

è necessario per giungere al calar della sera

verso una porta per noi sempre aperta,

quella che assicura un letto a chi ha faticato.

Eppoi via di nuovo verso un nuovo giorno,

a camminare, camminare e camminare ancora…

 

Il sole cocente che china il capo sulla terra

lo sforzo dei muscoli che tiene attenti e concentrati

un dolore ai piedi simile ad una ferita di vecchia data

a cui s’è fatta oramai l’abitudine,

l’erba calpestata che canta sotto le suole

l’odore di merda che sale dalla campagna

l’ombra dei boschi sotto cui si cerca avidamente riparo.

 

E tutt’intorno i colpi secchi dei bastoni puntati al suolo

Che scandiscono il tempo come lancette d’orologio

Il sapore della cioccolata divorata con fame nuova, diversa

Un piatto di pasta spartito come buoni fratelli

La fragranza del bucato, bianco come le nostre anime

E un sonno pesante, guardiano fedele dei nostri sogni.

 

Tutto ciò è per noi il nutrimento

Che ci ha strappato da quella tiepida illusione

Che chiamano casa. Dovunque ci porta la strada

Troviamo radici, famiglia e casa.

 

Eccoci qui tutti assieme verso una stessa meta,

cercatori erranti, pensatori ciechi guidati da segni

come fossero stelle.

Siamo le gambe acciaccate di uno stesso pellegrino

Che percorre il lungo cammino della vita.

 

 

 


 

dal sito http://compostela.pellegrinando.it/index.php

 

CAMMINI VERSO SANTIAGO

Sono molti i cammini che dal territorio spagnolo raggiungono Santiago de Compostela:

CAMINO FRANCES - il cammino classico, storicamente ed ancora oggi il più frequentato, da S.Jean Pied de Port / Roncesvalles a Santiago. Su questo cammino si innestano altri cammini che hanno inizio da località varie:

Camino Catalàn (o Ruta de l ’Ebro) Perthùs o da Tortosa Logroño
Camino de Madrid Madrid Sahagun 
Ruta de la Lana Cuenca Burgos
Ruta del Tunel Irun Santo Domingo de la Calzada
Ruta Astur Leonesa Leòn Oviedo
 


RUTA DE LA COSTA O DEL NORTE
- da Irùn a Santiago

RUTA DE LA PLATA - da Sevilla a Santiago
Variante 1: da Granja de Moreruela ad Astorga (da qui segue il Camino Francés)
Variante 2: da Granja de Moreruela a Santiago; questo cammino viene denominato CAMINO DEL SUDESTE o CAMINO SANABRES

CAMINO PORTUGUES - da Ponte de Lima (o anche dal Portogallo) a Santiago

CAMINO PRIMITIVO - da Oviedo a Santiago

CAMINO INGLES - da La Coruña/Ferròl a Santiago

RUTA MARITIMA - dall ’Oceano a Santiago

C ’è poi un cammino che non arriva a Santiago ma di lì parte. E ’ il CAMINO DE FISTERRA - da Santiago a Finisterre e a Muxia

 


QUALE PERCORSO SCEGLIERE?

Il percorso più frequentato è sicuramente il CAMINO FRANCES che dall’abbazia di Roncesvalles giunge a Santiago passando per le province della Navarra, Rioja, Castilla e Galicia. In realtà Roncesvalles è di difficile accesso diretto, specialmente per chi proviene da paesi stranieri, e quindi si preferisce iniziare da St.Jean Pied de Port, ai piedi del versante francese dei Pirenei. Comunque il percorso St.Jean / Roncesvalles è molto bello e si prova la soddisfazione del completo attraversamento dei Pirenei attraverso un valico ricco di memorie storiche e letterarie.

In realtà il percorso storico dei pellegrini italiani passa il confine franco spagnolo al valico di Somport, scende nella Regione di Aragòn e si unisce al Camino Francés a Puente La Reina. Questo percorso, detto CAMINO ARAGONES, allunga i tempi di percorrenza di 3 / 5 giorni.

Il CAMINO DEL NORTE (o de la Costa) inizia da Irùn (confine franco spagnolo sull ’Atlantico) e, snodandosi lungo la costa atlantica, attraversa il Pais Basco, la Regione della Cantabria e il principato di Asturias: infine lascia la costa addentrandosi in Galicia e riunendosi con il Camino Francés poco prima di Santiago. Quest’ultimo itinerario è antichissimo ma meno frequentato degli altri.

Altro percorso importante è la RUTA DE LA PLATA, che attraversa la Spagna da Sud a Nord seguendo il tracciato della via romana "Ab Emerita Asturicam"; ha inizio a Merida (o, ancor prima, da Sevilla). A Granja de Moreruela piega a sinistra verso Santiago (questo tratto è detto "Camino Sanabrès"). Una variante prosegue per Astorga e per il Camino Francés.


DA DOVE PARTIRE?

Non sono la maggioranza, ma vi sono pellegrini che raggiungono Santiago iniziando il cammino direttamente dal loro paese.

In realtà per raggiungere la Spagna occorre attraversare il territorio Francese. Qui sono state tracciate nei secoli quattro vie principali. che si innestanop tutte sul cammino francés partendo da Parigi, da Vezelay, da Le Puy e da Arles. Questi quattro cammini sono percorsi, oltre che dai francesi, anche dai pellegrini provenienti dai paesi limitrofi: Germania, Svizzera, Austria, Belgio, Olanda, Inghilterra, Italia. 

Chi parte dall ’Italia percorre la Via Francigena sino a Sarzana (SP); di qui ha due possibilità: seguire la Liguria, entrare in Francia a Mentone e attraversare la Provenza sino ad Arles; di qui seguire la via Arlesiana sino a Somport. In alternativa può valicare l ’Appennino sino a Fornovo e seguire il tracciato storico della via Francigena, traversando le Alpi per il Moncenisio, scendendo ad Arles e proseguendo per la Via Arlesiana.

per approfondire...


Inviato @ 11/01/2011 12.02.56 da | COMMENTI (0)


Il popolo degli elfi

Per chi voglia provare l'esperienza di vivere in modo alternativo, senza comodità, sostenendosi di agricoltura e artiginato, in una comunità che da tempo ha impostato delle proprie "regole" incentrate sulla natura, la semplicità e la libertà individuale.

dal sito RIVE (Rete Italiana Ecovillaggi) - www.mappaecovillaggi.it/article6091.htm

 

IL POPOLO DEGLI ELFI
 

A partire dagli anni Ottanta, l’Appennino pistoiese ospita una delle esperienze più originali del movimento comunitario italiano, si tratta del Popolo degli Elfi. Ad oggi vi sono oltre quindici nuclei, alcuni distanti anche un’ora di cammino a piedi. La maggior parte delle abitazioni è priva di elettricità e si pratica l’autosufficienza.

 

 

Gli elfi sono un popolo che appartiene alla mitologia Nordeuropea, la cui dimora erano i boschi. Un popolo amico del regno animale e vegetale.

 

L’insediamento in Italia

 

La comunità è situata nei pressi di Sambuca Pistoiese, ed è nata dall’occupazione di terre e ruderi abbandonati da decenni: si tratta di un vasto agglomerato composto da quattro piccoli villaggi e da altre quattordici coloniche raggiungibili solo a piedi. Le case non sono allacciate alla rete elettrica, il riscaldamento e la cucina vanno a legna e in tutto il villaggio non esiste un televisore.

 

Vivere in comunità

 

La vita comunitaria e la vita individuale, con spazi soggettivi, convivono armoniosamente.
Non vi sono obblighi partecipativi: ognuno è libero di coinvolgersi nelle attività sociali secondo la propria disponibilità e attitudini. Nella Comunità degli Elfi tutti sono necessari ma nessuno è indispensabile. Ognuno quindi contribuisce alla propria maniera e in osmosi con il gruppo alla vita del villaggio perché i valori importanti sono la conoscenza e la reciproca fiducia.

 

Il cibo e il lavoro

 

Vivono raccogliendo frutti ed erbe spontanee, coltivando ortaggi, cereali, castagne, olive e allevando alcuni capi di bestiame, il tutto esclusivamente per la loro sussistenza. I prodotti della terra e i raccolti vengono infatti ripartiti fra tutti i villaggi in base alle necessità. Il lavoro è manuale e di gruppo, oltre alle coltivazioni si lavora all’autoristrutturazione di diverse case in pietra abbandonate da oltre venti anni e per la maggior parte semidiroccate.

 

Economia

 

C’è una cassa comune per soddisfare i bisogni complessivi di tutti i villaggi e per acquistare alimenti e beni che non producono; una cassa collettiva per le spese spicciole di ogni villaggio ed una cassa individuale per soddisfare le esigenze dei singoli. Ognuno dà in base alla propria possibilità e coscienza e questo sistema funziona perché il principio ispiratore è la condivisione.

 

Istruzione

 

L’istruzione avviene attraverso una scuola autogestita che si avvale anche della collaborazione di due insegnanti ausiliarie esterne alla comunità. La scuola è supportata, anche se in maniera diversa, da tutti i villaggi. È stato avviato anche un progetto di bioedilizia per la ricostruzione di una struttura destinata ad ospitare la futura scuola (la destinazione ufficiale è un centro culturale polivalente) che verrà riconosciuta come scuola sussidiaria dal Comune e dalla Direzione Didattica di competenza. È partita quindi una collaborazione con i predetti organismi per una scuola a metà: metà tempo in autogestione e metà nella scuola pubblica. Una scelta effettuata per mantenere aperta la scuola del paese e per favorire lo scambio e la socializzazione dei bambini che abitano nella comunità con i coetanei esterni al villaggio.

 

La festa dei raccolti

 

Le feste nella comunità sono periodiche e vengono effettuate in occasione delle semine e dei raccolti principali (cereali, patate, castagne, olive), alle quali partecipa un gran numero di persone grazie alla notevole capacità ricettiva dei diversi villaggi. 100 – 120 posti in tutto. Per andarli a trovare non è necessaria la prenotazione: basta buona volontà e spirito di adattamento!

 

Per approfondire...


Inviato @ 11/01/2011 11.06.54 da | COMMENTI (0)


INTER-RAIL

Se in estate (e non solo) vi prendesse quella voglia selvaggia di viaggiare e di attraversare più terre possibili in compagnia del vostro zaino da 15 kg, allora è il caso di pensare di fare un Interrail.

 

(da www.inter-rail.it)

 L'Inter-Rail è un biglietto ferroviario che consente la libera circolazione all'interno del Paese (o dei Paesi) per cui è stato emesso. Il biglietto ha validità da un giorno stabilito da chi lo compra e non dalla data d'acquisto. La data di inizio di validità del biglietto è scelta liberamente dal viaggiatore, purché non sia posteriore di 3 mesi alla data di acquisto. Ci sono 2 tipi di Inter-Rail: Inter-Rail YOUTH (per tutti quelli che hanno meno di 26 anni) e Inter-Rail ADULT (per chi ha 26 anni o più).

L'unica differenza sta nel prezzo. Chiunque può viaggiare con un pass IR. I giovani fino a 26 anni hanno un'offerta dedicata esclusivamente a loro (Inter-Rail Youth), di sola 2a classe, a prezzi particolarmente vantaggiosi. Il Pass per adulti è invece sia di 1a che di 2a classe. I bambini fino a 12 anni pagano la metà del prezzo degli adulti.
 

Nell'offerta esistono due tipologie principali di Inter-Rail:

  • Pass Globale;

  • One Country Pass.

Per gli under 26 il biglietto è di sola 2a classe, mentre per gli over 26 si può scegliere anche la 1a. I bambini al di sotto dei 12 anni pagano la metà del prezzo per adulti.

 

Pass Globale?

Come dice il nome si tratta di un Pass per tutte le nazioni che aderiscono all’Inter-Rail, ossia: Francia, Germania, Gran Bretagna, Norvegia, Svezia, Austria, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Finlandia, Grecia, Irlanda, Italia, Spagna, Svizzera,Croazia, Danimarca, Grecia, Ungheria, Polonia, Portogallo, Romania, Bulgaria, Repubblica Ceca, Macedonia, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Turchia, Bosnia. Contrariamente a prima, quindi, non esistono più le zone.
 

Il Pass Globale si suddivide a sua volta in:

  • Pass Globale Flexi con durata di 10 giorni (in cui solo 5 si possono usare per viaggiare) o 22 (in cui i giorni disponibili per gli spostamenti sono 10).

  • Pass Globale Continuo con durata di 15, 22 o 30 giorni e che permette di viaggiare in tutti i giorni di validità.

Di seguito le tabelle riassuntive di modalità e prezzi:

Pass
Globale

VALIDITÀ IN GIORNI
DEL BIGLIETTO

GIORNI DI VIAGGIO DISPONIBILI

COSTO (€)

- 26 (2a)

+ 26 (2a)

+ 26 (1a)

FLEXI

10

5

159

249

336

22

10

239

359

539

CONTINUO

15

15

279

399

599

22

22

309

469

704

30

30

399

599

899

     

    One Country Pass.

 

Sostanzialmente trattasi del vecchio EuroDomino. In questo caso è possibile viaggiare liberamente in una rete ferroviaria di un paese europeo. È valido un certo numero di giorni da utilizzare nell'arco di un mese. Questi giorni possono anche non essere consecutivi.

Sono stati previsti, per ciascuna durata, quattro livelli di prezzo, corrispondenti a determinati gruppi di Paesi. Infatti vi sono paesi più piccoli con meno rete, o per lo meno con prezzi più bassi, per i quali il One Country Pass costa meno.
 

Di seguito le tabelle riassuntive di modalità e prezzi:

One
Country

Pass

VALIDITA’ IN GIORNI DEL BIGLIETTO

GIORNI DI VIAGGIO DISPONIBILI

COSTO (€)

- 26 (2a)

+ 26 (2a)

+ 26 (1a)

LIVELLO 1

Francia, Germania, Gran Bretagna, Norvegia, Svezia

30

3

125

189

255

30

4

139

209

285

30

6

175

269

363

30

8

194

299

404

LIVELLO 2

Austria, Benelux (Belgio, Olanda, Lussemburgo), Finlandia, Irlanda, Italia, Spagna, Svizzera

30

3

71

109

147

30

4

90

139

188

30

6

123

189

255

30

8

149

229

309

LIVELLO 3

Croazia, Danimarca, Grecia, Ungheria, Polonia, Portogallo, Romania

30

3

45

69

93

30

4

58

89

120

30

6

77

119

161

30

8

90

139

188

LIVELLO 4

Bulgaria, Repubblica Ceca, Macedonia, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Turchia

30

3

32

49

66

30

4

45

69

93

30

6

64

99

134

30

8

77

119

161



Troverete tutto sul sito ufficiale: www.interrailnet.com

 


Inviato @ 27/07/2010 10.55.14 da | COMMENTI (0)


La comunità di Bose

Eccovi una comunità molto interessante che può aiutare nel proprio percorso interiore...

LA COMUNITA' DI BOSE

www.monasterodibose.it

A partire dai primi secoli vi sono stati uomini e donne, chiamati ben presto monaci, che hanno abbandonato tutto per tentare di vivere radicalmente l’evangelo nel celibato e riuniti in comunità. Bose si innesta in questa tradizione, propria dell’oriente e dell’occidente cristiani, per vivere oggi il progetto del monachesimo, sotto la guida di una regola e di un padre spirituale, chiamato priore, che hanno il compito di rimandare costantemente all’unica luce dell’evangelo di Gesù Cristo.
  • «Bose» è una comunità monastica di uomini e donne provenienti da chiese cristiane diverse

  • è una comunità monastica in ricerca di Dio nel celibato, nella comunione fraterna e nell’obbedienza all’evangelo

  • è una comunità monastica presente nella compagnia degli uomini e al loro servizio

La comunità nasce l’8 dicembre del 1965, giorno in cui si chiude il concilio Vaticano II, quando Enzo Bianchi decide di iniziare a vivere, solo, in una casa affittata presso le cascine di Bose. I primi fratelli giungono tre anni dopo, e fra essi una donna e un pastore evangelico. Da allora, al mattino, a mezzogiorno e alla sera, si celebra la liturgia delle ore cantata, si lavora, si pratica l’accoglienza, si studia la Scrittura e la tradizione monastica, e si vive la faticosa ma feconda avventura comunitaria.

Oggi la comunità è formata da circa ottanta persone, uomini e donne, alcuni dei quali evangelici, cinque presbiteri e un pastore. Senza averlo ricercato, ma per un grande dono dello Spirito, fin dall’inizio hanno fatto parte della comunità cristiani appartenenti a confessioni diverse. Di questo dono si è cercato di fare un impegno per l’unità di tutti i cristiani, nella fedeltà alla parola di Cristo: “Che tutti siano una sola cosa”.
Alla preghiera comunitaria, nei tre uffici quotidiani, fa eco nella vita di ogni fratello e ogni sorella la preghiera personale, anzitutto la lectio divina, offerta ogni giorno anche agli ospiti da un membro della comunità. Il sabato sera, in preparazione all’eucaristia domenicale, comunità e ospiti si ritrovano per la veglia comunitaria, nel corso della quale si ascoltano insieme i testi biblici della domenica e il priore, o un fratello da lui incaricato, aiuta a cogliere l’unità spirituale che caratterizza i brani della Scrittura proposti dal lezionario.

 

Qual è la vita dei fratelli e delle sorelle a Bose? È una vita semplice, tendente all’essenziale: una vita cenobitica fatta di preghiera e lavoro. Non c’è infatti un’opera propria della comunità monastica, se non quella di credere e vivere in colui che Dio ha mandato: Gesù Cristo. Tutti i membri della comunità lavorano, guadagnandosi da vivere con le proprie mani, come tutti gli altri uomini e sull’esempio degli apostoli e dei padri. Frutteto e orto, atelier di ceramica, di icone, la falegnameria, una casa editrice, la tipografia, così come la ricerca biblica e catechetica sulla grande tradizione ebraica e cristiana sono alcune delle attività professionali sviluppate fino a oggi, a servizio della comunità e delle chiese locali che spesso manifestano l’esigenza di compiere un piccolo tratto di strada in compagnia della comunità, per approfondire assieme ad essa temi di carattere biblico e spirituale.
La nostra comunità non riceve finanziamenti di nessun tipo e vive unicamente dei proventi del lavoro dei suoi membri: con questo spirito vuole restare un luogo di accoglienza aperto a tutti. Per le spese dell’ospitalità chiediamo a ciascuno di partecipare liberamente nella misura delle sue possibilità. Dal nostro lavoro e dalla vostra sensibilità dipende la possibilità di non escludere nessun ospite per motivi economici. L’ospitalità è un ministero praticato fin dalle origini del monachesimo. A Bose tutti sono accolti, ma soprattutto coloro che cercano un’occasione per confrontarsi o per saggiare la vita comunitaria, e quanti hanno bisogno di un luogo in disparte, nel quale sostare in silenzio. La nostra comunità pratica l’accoglienza di tutti, ma soprattutto di chi vuole condividere la nostra preghiera e la nostra vita, o di chi cerca un luogo per confrontarsi con dei fratelli sui problemi del mondo e della chiesa.


Una giornata in comunità

Per vivere concretamente il primato della Parola di Dio, ogni fratello e sorella è invitato ad alzarsi alle 4.30, per dedicare almeno un’ora di tempo alla lectio divina personale su un testo della Scrittura deciso comunitariamente, per sottolineare come sia l’ascolto della Parola l’unica vera fonte della comunione.

 

Alle 6.00 segue il primo dei tre momenti di preghiera comune cantata della giornata, l’Ufficio del mattino; tale Ufficio è strutturato, come gran parte della liturgia di Bose , secondo la tradizione latina, cioè con un inno, la salmodia (l’intero Salterio è cantato nell’arco di due settimane), la lettura della Scrittura, l’intercessione e l’orazione; in esso viene letto un brano dell’Antico Testamento (che passa per intero nell’arco di tre anni) e un brano dell’Evangelo (i quattro evangeli sono proclamati interamente nell’arco di un anno).

Dopo la preghiera mattutina segue, dalle 6.45 alle 7.00, il breve capitolo quotidiano, aperto dalla lettura cursiva delle principali regole monastiche dell’antichità, assieme naturalmente alla regola di Bose; esso è l’occasione per la correzione fraterna, per lo scambio di informazioni sulla giornata e sull’ospitalità.

Dalle 7.00 alle 8.00 un’ulteriore ora di silenzio è lasciata a ciascuno per la preghiera personale e le letture spirituali.

Alle 8.00 un triplice tocco di campana segna la fine del grande silenzio (cominciato alle 20.00 della sera prima con un altro triplice tocco di campana) e l’inizio della giornata lavorativa.

Dalle 8.00 alle 12.00 ciascuno attende al proprio lavoro professionale , mentre alle 12.30 ci si ritrova in cappella per la seconda preghiera comune della giornata, l’Ufficio di mezzogiorno, nel corso del quale, dopo la salmodia, viene proclamato un versetto dell’Evangelo del giorno, frutto della costante memoria Dei che dovrebbe accompagnare ogni momento della vita del monaco, a cui segue una breve lettura tratta dai padri della chiesa o da autori spirituali più recenti.

Al termine dell’Ufficio, secondo una tradizione comune sia all’oriente che all’occidente cristiano, segue immediatamente il pranzo, preso in silenzio e ascoltando musica classica o, quando lo si ritiene necessario, una lettura di particolare importanza per la vita della comunità; tale silenzio è anche l’occasione per ripensare a ciò che si è ascoltato durante l’Ufficio di mezzodì e per riprendere contatto in profondità con la Parola di Dio meditata nel corso della lectio divina.

Alle 14.00 ricomincia il lavoro, che si protrae ordinariamente fino alle 17.00, quando un triplice tocco di campana segnala l’inizio di un’altra ora da dedicare al ritiro in cella per la lettura e la preghiera, o per l’ordine, per le pulizie, per lavare i propri abiti.
 

Alle 18.30 inizia l’ultima preghiera comune della giornata, l’Ufficio della sera, durante il quale, dopo la salmodia, vengono proclamati gli scritti degli apostoli (che passano tutti nell’arco di un anno).

Segue la cena, che si svolge in un clima di dialogo e di scambio fraterno; per favorire una comunicazione autentica e condivisa, non esiste un unico grande refettorio per la comunità e gli ospiti, ma diverse sale di piccola e media grandezza, in ciascuna delle quali i fratelli e le sorelle presenti assieme agli ospiti cercano di mantenere un discorso unico e di favorire l’ascolto reciproco.

Alle 20.00, infine, inizia il grande silenzio e ciascuno si ritira in cella per la meditazione personale, la recita di compieta e il riposo.


Amico, ospite o pellegrino

Vieni a Bose per tanti motivi: forse cerchi un luogo in disparte per riposare un poco, una collina per pregare, fratelli e sorelle per saggiare insieme la vita comune, un luogo di ascolto della Parola di Dio, un luogo di silenzio...

 

La comunità non ti chiede nulla, ma ti invita a compiere passi di disponibilità: mentre sei a Bose, abbandona le tue preoccupazioni, trasformale in sollecitudine e persegui la pace: hai l’occasione di fare qui una revisione della tua vita, di conoscere la lode gratuita a Dio nella preghiera della comunità, di ascoltare Dio che ti ha attratto a questo luogo in disparte, questo silenzioso deserto spirituale, per parlarti al cuore, e hai anche la possibilità di confrontare con altri il tuo impegno nelle chiese e nel mondo. Forse, nelle ore del giorno in cui i membri della comunità lavorano, potrai sentirti solo: è l’occasione di un incontro con Cristo nella pace e nel silenzio.

 Non temere i tempi di solitudine: la chiesa è a tua disposizione per pregare silenziosamente; nel cortile c’è anche una stanza di nome Emmaus: è una sala di lettura dove trovi alcuni libri per il tempo del tuo soggiorno. Ti siamo grati se ci aiuti a custodire il clima di silenzio della comunità e se ti astieni da visite sui luoghi del nostro lavoro.

Qui troverai cristiani di confessione, di tendenza e di sensibilità diverse, uomini non credenti a volte preoccupati della situazione sociale e politica, e anche uomini o donne con un tipo di vita che forse non approvi: cerca di vedere in essi il volto di Cristo, non ferire mai nessuno e cerca di ascoltare tutti fino a capire ciò che più brucia nel loro intimo. Sono tuoi fratelli, uomini come te: se li ascolti, non li troverai tanto diversi da sentirli avversari.

Per il tuo soggiorno la comunità non esige nulla: nessuno deve essere escluso da questo luogo per motivi economici. Sappi comunque che la comunità non riceve finanziamenti di nessun tipo e vive unicamente dei proventi del lavoro dei suoi membri; quindi, se puoi, lascia, un contributo per le spese nella cassetta dell’ospitalità, senza nome, per sottrarlo a ogni curiosità.


Inviato @ 13/05/2010 11.19.41 da | COMMENTI (0)


La città di transizione

http://it.wikipedia.org/wiki/Citt%C3%A0_di_Transizione


Inviato @ 13/05/2010 11.57.41 da | COMMENTI (0)


LA FILOSOFIA NEI LUOGHI DEL SILENZIO

Vi lascio questa spledida iniziativa sparsa un pò per tutta la primavera/estate a cui invito tutti quelli che desiderano unire una settimana di ristoro spirituale in qualche meraviglioso eremo isolato dal frastuono quotidiano, dialoghi e confronti interessanti con professori, artisti e monaci e concerti a tema serali.

Cultura e vacanza: un binomio vincente

Le vacanze servono a distendere lo spirito, e la cultura serve a edificarlo. “La filosofia nei luoghi del silenzio”è sempre riuscita ad abbinare queste due cose:

  • offre gli ambienti adatti per vivere alcuni giorni in un clima di tranquillità e serenità, lontani dal frastuono e dal congestionamento delle città (e purtroppo anche dei tradizionali posti di vacanza);
  • propone interessanti temi di riflessione e di piacevole conversazione nei diversi campi della cultura: scienza, arte, musica, psicoanalisi, religione, filosofia, letteratura ed economia, con esperti conosciuti e di provata preparazione negli argomenti che vengono affrontati.

Continueremo a prediligere quei luoghi (monasteri, santuari, centri di spiritualità), che ci hanno soddisfatto per le ricchezze culturali, storiche e spirituali che richiamano, oltre che per la bellezza e per l’indovinata collocazione paesaggistica. Avremo così la possibilità di ritornare dopo alcuni anni nell’abbazia benedettina di Praglia, e potremo conoscere due nuovi santuari: quello di Pietralba nel cuore delle Dolomiti, e quello di Maria Santissima Addolorata di Castelpetroso, in provincia di Isernia.

 


 

 
 

NUOVA
ASSOCIAZIONE
CULTURALE
ACCADEMIA
via Castiglione, 31 - 40124 Bologna

Tel. 051 234994
Fax 051 227192

 
www.filosofianeiluoghidelsilenzio.com
E-mail: nuovaccademia@tiscali.it

 


Inviato @ 26/03/2010 12.26.33 da diariodelsottosuolo@gmail.com | COMMENTI (0)


Il circolo di Calcata

"Non so nulla di Calcata, so solo che c’è un Circolo…"

Forse questa frase pronunciata da un visitatore alieno di passaggio potrebbe rivelare l’antico binomio fra Calcata ed il VV.TT. “il Circolo Vegetariano”.
E’ nata prima Calcata od il Circolo?

 

Esiste Calcata od esiste il Circolo?
Cos’è Calcata e cos’è il Circolo?
In questo sito cercherò di dare alcune risposte a queste domande. Non potendo però separare la mia storia personale da quella di Calcata né da quella del Circolo vi propongo di seguirmi nelle varie tappe di questo percorso…

 

Zeep…
Nel suo “viaggio intorno al sé” Paolo D’Arpini ha incontrato luoghi, persone, viventi non umani, idee e pratiche. E visto che un itinerario così si fa anche in un metro quadrato – c’è o non c’è il mondo in una sua minuscola porzione? – Paolo adesso prosegue il suo viaggio stando di vedetta dall’alto di una bellissima, tenebrosa rupe, sospesa sul fiume Treja nella Tuscia viterbese. Vive in un antico borgo che fu etrusco e falisco e che decenni fa, dopo un lungo abbandono, fu ripopolato da “cercatori” di ogni genere che gli diedero un’impronta artistico-alternativa.
Paolo senza essere stato plasmato da decenni a Calcata sarebbe diverso.
Calcata senza essere stata plasmata da decenni di Paolo sarebbe diversa.
Scrittore bioregionale, esperto di erbe selvatiche, dinamizzatore di eventi culturali ed ecologisti, esperto di oroscopo cinese, trent’anni or sono fondò sulla rupe il Circolo Vegetariano VV.TT. che da allora è un punto di riferimento “laico-spirituale” per molti. Non chiedetevi che vuol dire quel VV.TT., non lo sa nessuno e forse nemmeno lui. E’ probabilmente un gioco. Come la vita, gioco serissimo al quale bisogna con attento impegno lavorare o viceversa lavoro al quale bisogna con attenta disinvoltura giocare?

 

Sei in ricerca di non sai nemmeno bene che cosa (alla fin fine, il senso della vita)? Va’ a Calcata e chiedi di lui. Passa qualche ora nelle sue grotte chiamate “tempio della spiritualità laica”. Sarà un incontro che è un viaggio, parte di quella scoperta del sé che tocca a tutti noi.
Marinella Correggia

 

Il Circolo com’è oggi.

 

Rocambolesche sono (e sono state) le avventure del Circolo, lo scoprirete leggendo i vari scomparti di questo sito, ma guardiamo la situazione presente dalla quale vi scrivo. La sede del Circolo si è spostata dal 2004 in Via della Fontana s.n.c nel Fuori Porta di Calcata, in un piccolo terreno con alcune solide strutture che consentono il raduno di un massimo di 20 persone. Abbiamo un bel giardinetto con vista sulla valle e visione dal basso della rupe su cui Calcata insiste. La sede è a ridosso del vecchio lavatoio e sovrasta l’antico fontanile a cui attingevano acqua le persone e bevevano gli animali. Questo mi sembra di buon auspicio!

 

Organizziamo passeggiate ecologiche e rituali, corsi di apprendimento delle erbe commestibili, incontri sincretici fra le varie anime del Movimento, conferenze e dibattiti, feste e cerimonie spettacolo, scriviamo articoli e libri, promoviamo fiere campionarie della creatività, cerimonie pubbliche e private, meditazioni e canti sacri, invitiamo all’apprendimento del lavoro nei campi ed accudimento animali erbivori, raccontiamo storie e poesie e talvolta ritroviamo gli amici in simpatiche cenette al lume di candela… per mantenere un rapporto umano e culturalmente interessante.

 

Da sempre il filone che ci contraddistingue, oltre al vegetarismo, è quello della spiritualità laica e dell’ecologia profonda e seguendo questo flusso nel corso degli anni abbiamo organizzato numerosi meetings e creato un calendario permanente di eventi, in sintonia anche con le stagioni. Molto spesso le nostre iniziative sono in collaborazione con le Istituzioni locali e regionali, in particolare voglio menzionare il proficuo contatto con il Parco Valle del Treja, che circonda Calcata, e con il Comune stesso di Calcata. Dico questo per significare, pur nella libertà ed indipendenza, che vogliamo mantenere un rapporto simpatico e collaborativo con le Istituzioni. Dal punto di vista cinese direi che questo è un atteggiamento mezzo confuciano e mezzo taoista, con integrazione buddista…

 

Associazioni con le quali teniamo un rapporto di corrispondenza e sinergia:

 

A.V.I – Associazione Vegetariana Italiana – Presidente Carmen Somaschi

 

Rete Bioregionale Italiana – Coordinatore Giuseppe Moretti
European Consumers – Coordinatore Vittorio Marinelli

 

Come funziona la ricezione al Circolo

 

Al momento è possibile visitare il Circolo previo appuntamento telefonando allo 0761-587200

 

Durante gli incontri e feste che si svolgono nella sede del Circolo ogni ospite è invitato a portare una pietanza vegetariana, frutta, dolci, bevande od altro, in modo da condividere amichevolmente il cibo, che verrà integrato da qualche erba selvatica o da qualche specialità locale biologica. Tutte le manifestazioni del Circolo sono gratuite, chi lo desidera può lasciare una partecipazione volontaria.

 

Paolo D’Arpini

http://www.circolovegetarianocalcata.it

http://saul-arpino.blogspot.com/

 

 


Inviato @ 07/01/2010 11.49.29 da | COMMENTI (0)


MONDOSOGNATO

Sito Web:

http://WWW.MONDOSOGNATO.IT
Descrizione compagnia:
Una ragazza come tante, con qualche soddisfazione, ma anche qualche sonora delusione, insofferente per le cose che non vanno, decide di provare a dar voce a ciò che sente, al punto da scoprire una sè stessa completamente nuova: Aurora, un ambizioso alter ego.
Ragioniera, impiegata, in un difficile momento sia storico che personale, ispirata dall'alternanza tra follia (Mad) e razionalità (Sage) desidera provare a realizzare un Mondo Sognato.
Missione:
QUANTE VOLTE HAI PENSATO “NON E’ GIUSTO" ?

Sfogarsi di ciò che non va...
esporre idee per migliorare il quotidiano...
o semplicemente esprimere un sogno o aiutare qualcun altro a realizzarlo...

ora è possibile, nella vetrina virtuale del gruppo di WWW.MONDOSOGNATO.IT

Se qualcuno condividesse il tuo punto di vista, potresti rischiare di realizzare nel concreto ciò che desideri!

E se la fondatrice, Aurora, apprezzasse ciò che scrivi, potrebbe essere lo stesso staff di Mondo Sognato a cercare di aiutarti!

Ma ricorda: per realizzare un sogno bisogna crederci e non arrendersi mai!

Inviato @ 24/12/2009 19.30.13 da | COMMENTI (0)


Pippi e le sue calze...

L’associazione “Pippi e le sue calze” nasce dall’idea di un gruppo di famiglie in seguito all’ideazione del sito www.asiloacasa.com, legato al progetto “educatrice familiare”.

Lo scopo dell’Associazione è di diffondere principi e sistemi educativi alternativi e integrati rispetto a quelli tradizionali in un’ottica rivolta al bambino e alla sua famiglia.

La sua principale funzione è esclusivamente INFORMATIVA. L’Associazione non ha scopi di lucro ed è totalmente sostenuta dai soci.

Si ringrazia la Dott.ssa Sabine Eck, medico, che ci offre preziosi consigli per la crescita dei nostri figli e la Dott.ssa Marinella Passerella, coordinatrice del progetto educativo che mette a disposizione la sua professionalità per una migliore attuazione degli scopi dell’associazione.

 

Dott.ssa Sabine Eck
medico chirurgo - esperta in medicina natural,

http://www.pippielesuecalze.it/


Inviato @ 21/12/2009 14.59.46 da | COMMENTI (0)


Progetto Esperio

Per dare concretezza alle mie visioni, con un gruppo di colleghi ho creato il network ESPERIO (www.esperio.it). La filosofia di base del gruppo è quella della sostenibilità relazionale. Attualmente ESPERIO unisce circa 35 professionisti appassionati dei differenti settori della consulenza e della formazione e accomunati da un approccio etico al business. Ci occupiamo di consulenza a 360° per le organizzazioni, di sviluppo delle risorse umane, di etica del business e di sostenibilità.

Attualmente siamo in fase di start up: forte entusiasmo, grandissime potenzialità (vedi elenco Networker) ma qualche difficoltà nel conciliare il nostro approccio etico e innovativo alle dinamiche dello spietato mondo del business.


Il primo progetto si chiama ESPERIO (avrai già letto qualcosa in proposito) e non si limita ad essere un Network di professionisti etici.. E’ una filosofia di vita applicata sperimentalmente al business. Con i colleghi di ESPERIO vogliamo dimostrare al mondo (o una piccola fetta di mondo) che l’approccio basato sulla collaborazione e sullo scambio NON E’ BUONISMO FRANCESCANO, ma un modello sociale SOSTENIBILE, EFFICACE e COMPATIBILE con le logiche del business di questo secolo.

Vorrei che ESPERIO diventasse un modo di essere, di vivere, di pensare e che fosse conosciuto e condiviso dal maggior numero di persone e organizzazioni.

 

Il secondo progetto è un percorso formativo coerente con la filosofia di ESPERIO. Ho fatto tesoro dei miei studi sulle discipline orientali, delle mie conoscenze di fisica moderna, della mia pluriennale esperienza di formatore aziendale e della mia passione per lo sciamanesimo sudamericano.. miscelando il tutto ho creato un modello formativo nuovo e – finalmente – rispettoso dell’essere umano e delle relazioni umane all’interno delle organizzazioni.

Il concetto di fondo è che siamo ENERGIA: ogni nostro pensiero, emozione o azione, richiede, muove o produce energia: la consapevolezza e la gestione strategica dell’energia (impeccabilità) garantiscono efficacia ed eticità all’azione del manager.

Si tratta in sintesi di un nuovo approccio alla leadership, al management e all’efficacia personale: la gestione “impeccabile” dell’energia (propria e dei gruppi di lavoro) come chiave di successo personale e professionale.

Ho chiamato questo percorso in maniera provocatoria SCIAMANAGER!

Trovate maggiori informazioni sul sito http://www.sciamanager.com e in questa mia intervista: http://www.esperio.it/?op=detailContenuto&sez=4&id=7

 

Anche io credo molto nella formazione e sono convinto che – non potendo agire su tutti – sia bene focalizzarsi su chi può veramente cambiare le cose: per questo mi sono concentrato sui manager - i veri attori dell’economia, del mondo del lavoro e del business.

 Anche i bambini potranno contribuire al cambiamento, ecco perché, lo stesso approccio vorrei proporlo – attraverso ESPERIO – al mondo delle scuole!

 

Il terzo progetto è legato alla tutela ambientale e alla connessione uomo - natura: creare un piccolo ritaglio di mondo nel quale, supportati dalla natura e spinti da attività educative e formative, i bambini e gli uomini possano crescere e sperimentare nuove modalità di relazione. Oggi, anche questo progetto sta prendendo forma: è localizzato sull’Appennino Tosco Romagnolo, dove ho acquistato (indebitandomi a vita) un podere di oltre 30 ettari di natura incontaminata e selvaggia. Vorrei realizzarvi un centro di educazione ambientale e di formazione nel quale si potranno svolgere molteplici attività:

·         corsi di formazione outdoor per le aziende

·         attività ambientali e culturali per i giovani e le scuole

·         campi estivi per bambini che non possono permettersi ferie con la famiglia

·         corsi vari per privati

Il centro non sarà esclusiva di nessuno, ma sarà un campo base aperto alle attività di tutti coloro che ne condivideranno la filosofia:

·         la natura vista come madre e maestra

·         l’uomo visto come creatura in cammino, alla ricerca di benessere e di significati da attribuire alla propria esistenza

·         natura e uomo strettamente interconnessi e accomunati da un destino (forse incerto, ma ineluttabilmente comune)


Inviato @ 02/12/2009 10.42.17 da | COMMENTI (0)


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